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Per un piatto di pasta

L'ancor attualissimo  Principe Antonio De Curtis sbeffeggia la classe politicaAntonio la Trippa fa da anni parte dell'immaginario ed immaginifico italidiota.La fantastitica creatività del popolo di santi navigatori, comunicatori e trombatori dell'illusione non sono pero' affato curanti di come alle volte i comici veri stiano nell'aula del parlamento e quelli veri stiano fuori dalle televisioni. In questa poco normale situazione a cui abbiamo fatto callo e controcallo non resta altro che prendere atto che anche le immininenti elezioni con annessa campagna fatta da braccia rubate all'agricoltura  non potevano che essere una buffa buffonata fatta ancora di lasagne multistrato di manifesti elettorali con in mezzo tanta colla che ci si potrebbe riparare il mondo intero e di bofonchiamenti ed urla senza precedenti nella storia centenaria di questo paese. L'aggettivo "Bel" davanti a Paese  se ne andato a farsi fottere e di aggettivi non ne restano che due a noi vinti spettatori di questa kermesse da provincia pavopadana: indecente e vergognoso. Non rimane altro che rimembrare radici ormai perse. Forse perse perche' cosi profonde da non riuscire a far riemergere un solo esile ramoscello vitale dalla merda alluvionale di parole che la politica degli ultimi anni ci ha scaricato in testa. Prosaico discorso di chi è consapevole che tutto è ormai perso. Muoia Sonsone e tutti i filistei. Voglio il mio muro a secco alto due metri per cingere il mio castello ed il primo che si avvicina per rompere i gabbasisi, è avvertito: fucilate a sale è il minimo che si troverà sulle terga sempre che prima non me lo imbrosi per benino.

Pubblicato il 7/4/2006 alle 8.24 nella rubrica Diario.

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